Le 3 cose fondamentali che devi sapere se stai pensando al fotovoltaico con accumulo.

Ciao, hai già pensato al fotovoltaico con accumulo? Ecco per te un articolo che vuole essere una breve introduzione all’argomento.

Il settore del fotovoltaico, e del’autonomia energetica in genere, non può essere completo se non si parla di accumulo.

Il cerchio non si chiude se alla fine non si utilizzano dei sistemi per immagazzinare l’energia che è prodotta in più durante il giorno.

Ma soprattutto, il paradigma dell’autonomia energetica non è compiuto se non esiste un modo di utilizzare l’energia durante i momenti in cui un impianto fotovoltaico non sta producendo (principalmente durante la notte).

Insomma, se il mio impianto fotovoltaico non avrà, prima o poi, un sistema di accumulo non potrò considerarmi energeticamente autonomo!

Quali sono le 3 principali questioni da prendere in considerazione, e che devi assolutamente conoscere, se stai valutando di installare un impianto fotovoltaico con accumulo?

Quali gli argomenti, basilari, che devi conoscere se non vuoi che ti freghino male male!

Sarò breve e conciso, ti svelerò subito (magari già li sai) quali sono i concetti fondamentali per valutare (almeno inizialmente) un fotovoltaico con accumulo.

Capacità di generazione e capacità di accumulo.

Per questo primo punto, prendo spunto da una telefonata avvenuta con persona un po’ di tempo fa; persona che mi chiedeva un preventivo (per email) di un impianto fotovoltaico con accumulo.

Come da abitudine, ho incominciato a fargli alcune domande.

Consumi annui? Consumi notturni nel periodo invernale? Fabbisogno medio della potenza di picco durante le ore notturne?

… e altre domande per capire, quanto meno, le esigenze iniziali.

A tali richieste, il personaggio, ricordo che si spazientii e, cercando di tagliare corto, mi comunicò che già possedeva un preventivo e che cercava semplicemente una miglior offerta economica!

A tal punto gli chiesi: << bene, allora mi parli un po’ di questo preventivo! così vediamo cosa posso fare>>

“è un accumulo da 3 kW e non pagherò niente di bolletta”

…. tagliamo corto noi a questo punto.

Cosa intendeva con accumulo da 3 kW?

Non l’ho ben capito … ma in sostanza, neanche lui!

Sta di fatto che nella sua proposta aveva un campo fotovoltaico costituito da 4 pannelli da 260 Wp, pannelli che gli avrebbero garantito al massimo circa 1500/1600 kWh all’anno.

Fermo restando che non siamo riusciti a capire quanta energia potesse accumulare, il problema è subito emerso quando mi ha comunicato che i suoi consumi erano di circa 3500 kWh annui.

Adesso, prima cosa:

quando si valuta un impianto fotovoltaico con accumulo bisogna partire dal fatto che comunque

il fabbisogno annuo energetico deve essere generato (coperto)!

Ad esempio, per una necessità di 3500 kWh annui, è necessario almeno un campo fotovoltaico di 2,5 kWp.

Un 2,5 kWp di pannelli fotovoltaici garantiscono orientativamente (dipende ovviamente dall’esposizione dei pannelli) tale quantitativo di energia annua.

Seconda cosa:

quando si valuta un impianto fotovoltaico con accumulo bisogna valutare quanta energia è necessario accumulare!

Quanti kWh mi piacerebbe stoccare e riutilizzare durante le ore in cui il mio impianto fotovoltaico non produce?

E’ fondamentale, a questo punto, analizzare in maniera approfondita gli utilizzi degli elettrodomestici durante le ore di non produzione dell’impianto fotovoltaico.

Resta inteso poi che il signore era sotto attacco da parte di qualche ciarlatano dell’efficienza energetica! Per almeno un punto

Se infatti il tuo consumo è di 3500 kWh annui, tramite le batterie ne puoi accumulare anche 10 kWh al giorno …. ma se ne produci 1400 kWh all’anno!

Insomma, la bolletta l’avrebbe continuata, a pagare eccome!

guida moduli fotovotlaici

Capacità nominale di accumulo e livello di scarica (capacità di utilizzo). 

Se stai pensando ad un sistema di accumulo, è perché hai necessità di accumulare dell’energia.

Hai quindi l’idea di riutilizzare l’energia prodotta a basso costo (tipicamente da un impianto fotovoltaico durante le ore diurne) in momenti in cui l’energia prelevata dalla rete elettrica ti costerebbe di più.

Per farla breve ti serve una riserva di energia … di kWh appunto.

Se quando andiamo dal fruttivendolo di fiducia utilizziamo i kg per comunicargli che desideriamo un certo quantitativo di mele o di banane.

Se nella valutazione di un impianto fotovoltaico si parte dai kWp, cioè la somma dei Wp di ogni singolo pannello fotovoltaico.

Quando si valuta l’acquisto di un sistema di accumulo tutto si basa su quanti kWh potrai riutilizzare, quanta energia potrai “spillare” dal tuo pacco batterie nei momenti di magra.

… e qui è necessario chiarire un aspetto fondamentale, bisogna che tu sappia che un pacco di batterie ad esempio di 3 kWh non ti garantirà un utilizzo di 3 kWh!

Come sarebbe a dire?

Si hai letto bene, se tu dovessi acquistare un pacco di batterie con capacità nominale pari, ad esempio, a 3 kWh non potrai utilizzarli tutti!

La capacità nominale del pacco batteria ci dice quanta energia  è accumulabile al suo interno.

L’energia accumulabile NON è quella utilizzabile!

L’energia utilizzabile dipende dalla profondità di scarica garantita (senza pregiudicare la vita attesa della batteria) dal sistema di accumulo e principalmente dalla tecnologia del pacco batterie.

Quindi se parliamo di un pacco batterie da 10 kWh con livello di scarica al 50%, vuol dire che ho la possibilità di utilizzare solo 5 kWh!

Per tua informazione, le batterie al piombo (AGM e GEL in primis) sono “meno utilizzabili” delle batterie al litio, 10 kWh di piombo e 10 kWh di litio, tralasciando gli aspetti tecnici, non ti garantirebbero lo stesso accumulo!

Cicli di carica/scarica e vita utile.

Un altra caratteristica base da valutare quando si parla di un sistema di accumulo è sicuramente la vita utile o i cicli di carica/scarica che ti potrà garantire.

In poche parole, ti dovrai domandare:

“quanto durerà il mio sistema di accumulo?”

Adesso, purtroppo, non è semplice districarsi tra queste terminologie.

Qualche produttore utilizza come metro i cicli di carica/scarica, che sostanzialmente ti diranno quante volte potrai caricare e scaricare il tuo pacco batterie, e altri invece gli anni di vita.

E’ necessario leggere tra le righe ed interpretare le dichiarazioni fornite dai produttori, e vale sempre la regola che meno ne danno e più devi insospettirti.

Tipicamente se un produttore di batterie ci dichiara che la vita stimata è di 10 anni, ci dovrà dire a quali condizioni!

Secondo loro, in 10 anni, quanti cicli di carica/scarica prevedono?

Io sinceramente preferisco leggere in una scheda tecnica i cicli di carica/scarica piuttosto che gli anni di vita stimata.

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